Stanchezza...e l'ennesima sconfitta
Piuma caduta lunedì, 26 novembre 2007 alle 17:20
Scritto da Yukiko89
in *dolore, stress*
Ho anticipato il cambio di template, perchè mi rispecchia davvero, in questi giorni. E ho anche aggiornato la playlist, per il medesimo motivo.
Sembra proprio che io e la felicità non siamo fatte per andare d'accordo...proprio no...
Ogni singola volta che qualcosa mi rende felice, qualcos'altro ci si mette e mi fa precipitare di nuovo nella tristezza. Davvero, sembra che sia una sorta di "punizione" per aver "osato" essere felice...
Ormai sono arrivata a pensare che sia solo questa solitudine, l'unica cosa concreta di questa mia vita: tutto il resto, gioia, amore, serenità, è destinato ad andarsene tanto in fretta quanto è arrivato. E detto da una come me, che al destino non crede per nulla...suona davvero strano. Se cercassi di liberarmi di questa solitudine, perderei tutto, crollerebbero anche le ultime difese che mi restano, in questo mondo che troppo presto mi ha fatto conoscere il vuoto affettivo che gli altri sanno creare, quando vogliono rovinare qualcuno.
E' stato un weekend orrendo, questo. A cominciare dalla stanchezza che mi ha preso: una stanchezza psichica, più che fisica, un'assenza di volontà. E non mi sono ancora ripresa.
Se a ciò aggiungiamo anche una lettera piena di parole che non mi aspettavo del tutto, anche se le temevo...si capisce che sono stati due giorni da favola (come no >___<).
Era un pezzo che lo sentivo nell'aria, che qualcosa stava cambiando, che qualcosa si stava spezzando. E ora che è successo, non mi resta che prenderne atto. Non ho avuto la forza di fare nulla per evitarlo, questo è vero, però fa male lo stesso. Si, fa male, checchè ne dica lui. Un epilogo giunto con la furia improvvisa di una meteora.
Sono stata accusata di essere "fuggita", un'accusa che non condivido del tutto. Posso riconoscere di averlo fatto una sola volta, ma tutte le altre, no. Avrò anche detto che io per gli amici sarei pronta a sacrificare me stessa, ma anch'io ho i miei umani limiti e non desidero annullarmi completamente per qualcuno. Se non ci sono stata, forse qualche motivo diverso dalla "fuga", così com'è stata definita, ci sarà stato no?
La verità è che sto andando sempre peggio a scuola, e oggi ne è stata l'ennesima conferma: il compito di tedesco di oggi mi è andato malissimo. Chiedo troppo, se decido di prendermi qualche giorno per dedicarmi a rimediare i brutti voti? Non mi diverto affatto a farlo, nè lo vorrei fare, ma l'unica conseguenza di non affrontare questo problema, sarebbe il vedermi togliere anche la più piccola possibilità di esserci. Sto rischiando grosso: se i miei genitori venissero a sapere che vado male a scuola, il computer me lo potrò sognare per un bel periodo, e so per esperienza che se me lo metteranno sotto chiave, non sarà per una settimana o due. A questo punto, mi si potrà rinfacciare (ed è stato fatto) che c'è sempre il cellulare, e che anche lì mi faccio trovare sempre molto poco. E' vero, non lo posso negare. Le ragioni? Quella principale è che, secondo la tesi dei miei genitori, io dovrei soppravvivvere benissimo tre mesi con 10 euro. Quello è il massimo che posso chiedere, e allora cerco di ridurre all'osso l'uso del cellulare. E sebbene a volte l'abbia fatta io stessa, la ricarica, non sempre mi è possibile: di mio, non ho molti soldi, e quelli che ho, pianifico sempre con molto anticipo come spenderli.
Tutte queste hanno l'aria di essere inutili giustificazioni? Forse lo saranno,anche. Lascio a voi deciderlo, io voglio solo esporre le cose, anche per fare chiarezza dentro di me.
Sono stata accusata di non aver concesso neppure una possibilità che tutto questo continuasse, o si evolvesse in qualcos'altro. Ma come avrei potuto, quando neppure io ero sicura di cosa fare? E' uno dei miei innumerevoli difetti, questa dannata insicurezza che mi blocca. Vivo nel passato? Oh, si, ne sono consapevole anch'io. Ma forse, se non voglio disfarmene, di questo passato, è perchè non voglio spezzare anche quel fragile equilibrio che ho raggiunto, in questi anni. La verità è che sono debole.
E infine, sono stata accusata anche di non aver fatto nulla per trattenerlo. E come, facendo false promesse? Illudendo, dicendo solo vuote parole? In quel momento, mentre leggevo quelle righe, mi è venuta in mente ancora una volta Hachi, quando Nobu va da lei per farsi dire la verità, chiedendole di dire qualsiasi cosa, anche una menzogna, ma di spiegare ciò che era successo. E Hachi, l'unica cosa che è riuscita a fare, è stata dire "mi dispiace". Anch'io, piuttosto di dire bugie, di fare false promesse, ho preferito non dire nulla. Non ho voluto aggiungere altro dolore al dolore, sia mio, che suo.
Ciò che spero, nonostante tutto, è che trovi la felicità, dovunque la sua strada lo porti ad andare, quella felicità che non ho saputo regalargli io.
E di nuovo, l'amaro sapore della sconfitta...
Tanto per non essere accusata ancora di "scappare", vi illustro la mia settimana, cosicché se non ci sarò, almeno non potrete dire che non avevo dei motivi.
Oggi: Studiare geografia (due capitoli) e fare la riclassificazione del bilancio di due anni;
Domani: Studiare ancora geografia, studiare inglese e iniziare storia;
Mercoledì: Interrogazione di geografia + studiare ancora inglese & storia;
Giovedì: Compito di inglese + guida alla patente + studiare storia;
Venerdì: Studiare storia + finanza;
Sabato: Compito di storia + studiare finanza;
Domenica: Studiare finanza (in tutto sono 7 capitoli);
Lunedì: Interrogazione di finanza.
Un bel divertimento davvero...>____<
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-^Yuki^-

Dolore...
Piuma caduta giovedì, 01 novembre 2007 alle 19:56
Scritto da Yukiko89
in *vita, dolore*
Stamattina siamo andati a far visita ai nostri cari al cimitero. C'era il sole, ma i suoi raggi non riuscivano a riscaldarci...il mio cuore doleva, inquieto...
La prima tomba cui ho fatto visita è stata quella di colei che per tre anni, è stata una delle mie migliori amiche, Angela. Ormai sono passati quasi tre anni dalla sua morte, ma io ancora non riesco a capacitarmene, non riesco a credere che lei non ci sia più. Che non ascolterò più la sua risata contagiosa, che non vedrò mai più quel suo luminoso sorriso...
Non dimenticherò mai il giorno in cui ho ricevuto la notizia della sua morte, il giorno in cui ho realizzato appieno la grandezza del mio fallimento.
L'avevo abbandonata, alla fine delle medie, scegliendo di percorrere una strada nuova da sola, ansiosa di lasciarmi il passato alle spalle, anche se questo avrebbe voluto dire lasciare indietro le persone importanti. Non cercherò giustificazioni, perchè non ce ne sono...
Ma quando ho saputo, quando ho letto sul giornale cosa era successo, mi è caduto il mondo addosso. Lei non c'era più, non avrei più potuto rivederla, davvero.
Il mio egoismo non aveva avuto limiti: avevo lasciato sola proprio lei, che mi aveva tratto in salvo dall'oscurità cinque anni prima e che quando ero in difficoltà era sempre stata al mio fianco. Sapevo, sapevo benissimo cosa nascondeva dietro quel carattere così allegro, così solare, così vitale che le avevo sempre invidiato...e pur sapendolo, me n'ero andata.
Quanto mi sono odiata, e quanto ancora mi odio per quello che ho fatto! Il dolore da quel giorno mi ha sempre accompagnato, ma è un dolore che non voglio cancellare, che non voglio dimenticare. Il dolore che aveva portato con sè la consapevolezza di non poterle più chiedere perdono, il dolore di aver compreso troppo tardi le conseguenze del mio gesto, per essermi comportata da bastarda e non avere più modo di porvi rimedio...è un dolore che mi opprime il cuore tutt'ora, e che vivrà in me per sempre.
Forse, se non me ne fossi andata, non avrei potuto impedire comunque che quell'incidente si verificasse...forse non sarebbe cambiato nulla...ma lei non avrebbe sofferto quando invece ha sofferto allora, visto ciò che stava passando, almeno non sarebbe stata da sola...
Nemmeno alla morte di mio nonno, con cui non sono mai riuscita ad avere alcun tipo di rapporto, ho pianto così tanto. Lei era stata una persona importante, ma mi ero concessa il lusso di dimenticarmene, proprio quando aveva bisogno di me.
Ricorderò per sempre il giorno del suo funerale, anche il cielo piangeva...neppure la sua morte era riuscita ad unire la nostra vecchia classe, proprio lei che aveva fatto di tutto perchè non vi fosse nessuno di emarginato tra di noi.
Ciò che ho fatto è il mio rimpianto, la mia colpa più grande. Non sono mai riuscita a chiederle perdono, in questi tre anni: se lo facessi, mi sentirei orribile, un vero mostro di egoismo per aver osato farlo. No, per quanto mi possa sforzare, non riuscirò mai ad ottenere il perdono...perchè tutt'ora faccio soffrire gli altri col mio comportamento...
Non riuscirei neppure a chiederle di vegliare su di me, da dovunque sia ora, non dopo che io per prima non ci sono stata per lei.
Forse il fatto che ora, per gli amici sono pronta a sacrificare me stessa, è -come dice Drakkun- la mia personale "via della redenzione". Non lo so...dentro di me nutro la convinzione di non meritarla affatto la redenzione.
Forse il vuoto che provo, altro non è che la giusta punizione per ciò che ho fatto...se è così, lungi da me cercare di renderlo più facile da portare.
Dato che però, non riesco ad eprimere a parole ciò che vorrei tanto dirle ora, l'ho fatto nel modo a me più congeniale: la grafica. Vabbè, so che è squallido, e sono consapevole che non servirà ad alleviare la mia pena, ma l'ho fatto ugualmente. Eccolo qui:
Nonostante quanto ho fatto, non avevo mai smesso di volerti bene...nè lo farò mai.
Prego perchè tu sia felice, Angela, dovunque ti trovi ora, prego che tu riesca ad avere quella gioia e quella serenità che in vita non eri mai riuscita ad ottenere...
Current Listening: "Broken" by Seether ft. Amy Lee
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-^Yuki^-
